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19/03/2004 Da piccola raccontavo tante bugie, in realtà non è che raccontassi delle bugie, semplicemente evitavo di raccontare la verità. Peccavo di omissioni. Lo faccio tuttora. Non dico. Del resto, se non ti viene posta una domanda precisa perché rispondere in modo preciso? Avevo dieci anni ed eravamo sotto Natale, c'era l'albero addobbato e tutti i regali sotto. Vedere tutti quei pacchetti belli e colorati mi metteva addosso una tale eccitazione che non potevo fare a meno di toccarli tutti per capire cosa contenessero. Ovviamente di nascosto a mia madre. Ero brava a non farmi beccare, ho avuto il dono di essere silenziosa come un gatto e così procedevo nelle mie perlustrazioni indisturbata. Mio fratello, invece, aveva la grazia di un ippopotamo. Anche a lui piaceva toccare i pacchetti ma mia madre se ne accorgeva subito per il rumore che faceva. Quel pomeriggio, mentre cercavo di capire il contenuto di un pacco piuttosto voluminoso, inavvertitamente mi sfuggì dalle mani e cadendo sentii un rumore sordo, di frantumi. Lasciai il pacco dove si trovava e piano piano tornai in camera mia col cuore che mi batteva forte. Quel pacco era destinato a un'amica di mia madre, era un vaso o una brocca in ceramica che ovviamente arrivò rotto. Mia madre se la prese con mio fratello che ovviamente negò con veemenza, ma mia madre, ovviamente, non gli credette. Io mi guardai bene dal prendermi la colpa. Passarono gli anni e ogni tanto nelle discussioni di famiglia mia madre tirava in ballo la storia del regalo rotto. "Che figura mi hai fatto fare!" diceva rivolta a mio fratello e mio fratello poveretto continuava a negare "Ma non sono stato io!!!" " E chi se no?" ripeteva mia madre. A nessuno venne mai in mente che potessi essere stata io, ero come invisibile. Otto anni fa, avevo 25 anni e mio fratello 23, mentre eravamo a tavola mia madre ricordò per l'ennesima volta la storia del vaso rotto. Con affetto. "Ti ricordi quando avevi il vizio di toccare i regali di Natale e un anno ne hai rotto uno?" domandò a mio fratello e lui estenuato ancora una volta si difese: "Ma perché dai la colpa a me? Io non ho rotto quel vaso!" E mia madre: "Ancora mi racconti le bugie? Certo che sei stato tu, chi altri?" A quel punto non ce la feci più. Erano passati 15 anni e mi sembrava ridicolo continuare a tacere e così confessai: "Mamma in realtà fui io." Meraviglia, delusione, incredulità. Queste furono le emozioni che vidi apparire sui volti di mia madre e mio fratello. Mio padre non si interessò mai a questa vicenda, perché non gli era simpatica l'amica di mia madre che ricevette il vaso rotto. Finalmente mia madre realgì e disse: "Ma come sei stata tu? In tutti questi anni ho dato la colpa a tuo fratello!" E mio fratello, che del resto non ha mai avuto la coscienza proprio pulita disse: "Ma come, ormai pensavo di essere stato io!" Insomma, ci rimasero proprio male e così adesso penso che sia davvero meglio non dire la verità, perché è giusto lasciare agli altri la possibilità di inventarsi la propria. postato da marmaid | 19/03/2004 14:27 | commenti (15) 15/03/2004 E' difficile raccontare le bugie. Molto difficile. Bisogna avere una mente lucida e fredda e buona memoria. Mi ricordo una volta, molti anni fa, un pomeriggio di inizio estate. Mio fratello aveva solo quattro anni e approfittando del riposino pomeridiano di mia madre mangiò di nascosto tutte le ciliegie appena comprate. Quando mia madre si svegliò e trovò la ciotola vuota subito interrogò mio fratello che ovviamente negò l'evidenza. "Lo so che le hai mangiate tutte tu!" gli urlava e lui "No mamma, te lo giuro non le ho mangiate io!- "Si che sei stato tu!" - "No, mamma, te lo giuro!". "E scommetto che non le hai nemmeno lavate!!" Dopo questa battuta mio fratello ebbe come un'illuminazione e con lo sguardo trionfante rispose: "No, mamma le ho lavate!" postato da marmaid | 15/03/2004 14:51 | commenti (8) |
grazie a squidfingers x gli sfondi (background)